Tra arte e identità: Admire si racconta in un’intervista esclusiva
In questa intervista per Un Pugliese in Terra Pontina, Mirea racconta la nascita di Admire e il percorso che l’ha portata a trasformare una passione in un vero progetto creativo. Dalle ispirazioni legate all’universo fino al valore del Made in Italy, emergono identità, ricerca e visione. Un dialogo autentico che accompagna il lettore alla scoperta del brand attraverso domande e risposte dirette.
Sei nata in provincia di Venezia e ti definisci una creatrice e sognatrice. Partiamo dall’inizio quando tutto è iniziato e quando hai iniziato a creare e a sognare
I miei genitori mi hanno sempre detto sin da piccola di trovare un obbiettivo grande. Mi ricordo ancora, ero seduta in macchina, avrò avuto circa 5-6 anni e con il mio sguardo perso nel paesaggio mi sono detta: “sì, da grande farò la Fashion Designer”. Ed eccomi qui oggi a parlare del mio brand Admire, aperto da poco. È ancora l’inizio ma ci sto lavorando duramente per farlo diventare il mio lavoro al 100%.
Ho sempre amato disegnare in generale e mi ricordo che avevo un quaderno ad anelli fucsia dove inserivo tutti i miei fogli (all’epoca a quadretti piccoli) con questi piccoli disegni a matita e penna blu, di abbigliamento, calzature, borse e gioielli. Mi piaceva tantissimo, ho sempre sognato tanto ed ho fatto crescere la mia fantasia e questo mi ha portato a voler creare qualcosa con le mie mani, vedere nella propria testa i progetti è molto importante, ma è altrettanto importante poter aiutarsi a realizzarli con le proprie mani. E così dopo le medie ho intrapreso un percorso di studi che mi ha dato l’opportunità di coltivare le basi di questo bellissimo mestiere.
Da adulta hai iniziato a formarti in modo settoriale, raccontami la tua formazione in Italia
Sono andata a studiare in un istituto a Padova (Istituto Ruzza) e dopo i 5 anni di superiori ho deciso di intraprendere dei corsi di lingua all’estero portandomi a conoscere delle facoltà importanti nella moda. Il mio sogno era studiare negli Stati Uniti ma dopo alcuni problemi personali non mi sono arresa, ho trovato una strada alternativa per continuare il mio sogno, così mi sono iscritta all’università (NABA di Milano) per avere un’istruzione un pò più completa per quanto riguarda la moda.
Ho imparato cose che non avrei mai pensato di imparare oltre al cucire e disegnare, ho imparato a fare a maglia, uncinetto, lavorare i tessuti con diverse tecniche, a fare ricerca e a creare in diversi modi. Questo è il bello della moda, che puoi sperimentare con tutto ciò che ti piace, che ti affascina, con tutto ciò in cui tu vedi del potenziale.
Così dopo i tre anni ho conseguito una laurea in Fashion Design e posso dire che un mio sogno si è avverato. E la sensazione che ti da quella corona in testa non ha eguali: mi ha fatto sentire che tutto è possibile, pure affrontando momenti molto difficili e intensi. Infatti i tre anni che avevo intrapreso sono stati pieni di soddisfazioni sì, ma anche scoraggianti.
Nella mia giovane vita sono stata fortunata ad avere la mia famiglia sempre vicino ma molte persone del settore non riuscendomi a capire e non riuscendo a capire la mia visione mi dicevano spesso: “Non lo puoi fare, non sei in grado”. Questo mi ha reso più forte anche se appena lo senti fa male.
Passiamo ai viaggi: hai girato molto, sei stata in diversi posti. Raccontami delle tue esperienze all’estero. Leggevo che viaggiare ti permette di arricchirsi di ricordi. Tu ne hai molti dei tuoi viaggi?
Sì penso che viaggiare sia importante per arricchirci di ricordi ed esperienze utili in futuro. Ti permette di vedere realtà diverse, conoscere nuove persone e immergerti in diverse culture. In questo modo si vedono punti di vista molto differenti e ti permette di tornare a casa con un bagaglio ricco di nozioni utili per la vita ma anche per le mie creazioni. Penso che tutto quello che mi circonda sia ricco di storia e vita e questo mi permette di approfondirlo. Amo prendere ispirazione da esperienze, natura, arte in generale. Rende le mie creazioni personali e coerenti con le mie visioni, con il mio modo distopico e unico di vedere le cose.
Ho fatto alcuni viaggi: alcune zone d’Italia, Londra, Oxford, New York, Parigi, Barcellona e altri. Tutti questi mi hanno fatto conoscere persone nuove, ho visto lati belli e meno belli, provato nuove cucine e pietanze ed ho visto come vive la gente di altre culture.
Con me porto un bagaglio emotivo ed avventuriero che mi porterò nel cuore e nella mente per tutta la vita e questo alimenta a suo modo la mia fantasia e la passione del viaggio.
Se non erro da tuo profilo Instagram ho letto che ti piacciono i dolci, i colori. Hai mai provato a cucinarli? Quali colori ti piacciono? Quelli scuri o quelli luminosi?
Sono una persona che ama moltissimo i dolci e devo ammettere che quelli che cucina mia mamma sono spesso insuperabili, ma vivendo fuori casa per la maggior parte del mio tempo, ogni tanto quando mi porto dietro la voglia di un determinato dolce lo creo io. D’altronde la cucina è un’arte che permette di giocare, sperimentare ed inventare!
Amo i colori, chiari, scuri, luminosi e opachi. Non ne ho uno preferito o una categoria, mi piace mischiarli, abbinarli e giocare con combinazioni diverse. Il nero e il bianco sono intramontabili per me, ma amo molto anche l’azzurro in tutte le sue tonalità, il rosa, il rosso, e alcuni tipi di verde. Insomma chi di più e chi di meno ma sono un’amante dei colori.
Oggi vi parlo di chi sono…
Sono una ragazza ambiziosa, curiosa, sognatrice e creativa. Mi descrivo molto come una persona che di fantasia ne ha molta, ne ha da vendere, per qualsiasi cosa non solo per la moda. La moda la amo ed è il mezzo perfetto per esprimere tutto quello che vedo.
In alcune creazioni è ridimensionata in altre invece c’è un’esplosione di idee. Amo viaggiare, disegnare, scoprire cose nuove. Amo la natura e i suoi colori, le stagioni con le loro palette incredibili e suggestive, sono sempre pronta a provare ed imparare cose nuove. Il mio prossimo obbiettivo è imparare a saldare, proprio come mio papà, penso che sia molto utile per dei miei progetti futuri.
Tutto ciò che è arte, scienza, moda, natura, metropoli, città appartengono al mio essere. L’arte è la fonte di ogni mio progetto, adoro artisti come Canova, Botticelli, Hayez, Bernini, ecc. Appena ne ho l’occasione vado a vedere le mostre di cinema, sculture, quadri degli artisti che ritengo più suggestivi.
Insomma sono una persona semplice a cui piacciono molte cose e le cose nuove spaventano solo in parte. Sono riservata ma con un sogno così grande da voler comunicare con tutto il mondo!
Ti piace il cinema e adori il genere Fantasy. Riesci attraverso il fantasy a sviluppare le tue creazioni?
Il cinema è un pozzo di idee. Negli anni ho scoperto che il Fantasy è il genere che preferisco in quanto ci sono degli abiti pazzeschi, di strutture così complesse che a vederli sono anche semplici ma il lavoro che c’è dietro è tutt’altro che facile. Ogni film ha la sua storia, più avanti andiamo più troviamo presente la tecnologia, colori molto luminosi, scene create in AI. Questo permette di vedere oltre; ma se pensiamo a film fantasy vecchi come Metropolis, Blade Runner e soprattutto Barbarella, un film fantasy che parla di viaggi spaziali con una donna super affascinante e sensuale, di tecnologia c’è poco ma è ricco di fantasia per quegli anni.
È quello che mi piace, vedere come le persone pensano ad un’ambientazione, a come renderla possibile tramite i mezzi presenti e accessibili per ogni annata differente. E vedere questo mi crea delle sensazioni ed emozioni che scaturiscono un’immagine che si traduce in un vestito/costume ed io lo vedo già finito, indossato, vedo com’è realizzato, se è fattibile, insomma vedo ogni passaggio per la sua creazione effettiva.
Ti piace Vogue, hai mai pensato di finire su una rivista del genere con una delle tue creazioni? Ti piacerebbe esser notata da qualche stilista o comunque da persone del settore e avere un po’ di visibilità e notorietà?
Il mio sogno più grande è diventare una Designer a livelli di Chanel, Dior, Dolce e Gabbana, Schiaparelli, Jean Paul Gaultier e molti altri che adoro e ammiro. Quindi in risposta alla domanda su Vogue: Sì mi piacerebbe molto finire in una rivista di Moda di grandi livelli come Vogue, l’Officiel, Marie Claire ecc.
Quello che realizzo spero sempre possa essere capito. Nelle mie ultime creazioni sto ridimensionando la mia follia (così mi piace definirla) ma ho deciso che tornerò con dei capi ancora più unici, stravaganti ed indossabili solo per eventi come il Met Gala o Red Carpet, senza abbandonare le mie collezioni.
Ho sperato tanto che le mie creazioni facessero colpo su qualcuno, ancora oggi continuo a sperarci, mi piacerebbe trovare delle persone che capiscano il mio potenziale, il mio modo di fare e la mia voglia di entrare in questo mondo. Lungo il mio percorso ho incontrato molte persone che non mi capivano, cercavano di demoralizzarmi e farmi capire che io non potevo fare questo.
Poche sono state quelle che hanno visto in me una luce, hanno capito cosa disegno e cosa creo: io non creo perché la gente deve vestirsi, io creo per le persone che vogliono unicità, non hanno paura di mostrarsi al mondo, io non creo per vendere e basta io creo per chi apprezza il mio lavoro, per chi vede la passione che ci metto, per chi vuole provare qualcosa di diverso dalla normalità.
Disegnare per te cosa rappresenta? Come ti senti? Con il tratto della matita cosa riesci ad esprimere?
Disegnare è come una liberazione per me, nel senso positivo, con la mia matita e il mio tratto distintivo riesco a filtrare tutte le cose che mi vengono in mente. Io faccio sempre l’esempio che con tutto quello che ho in testa posso disegnare una collezione da sola in un giorno. Questo non vuol dire che tutte le mie idee siano buone, ma vuol dire che ho talmente tanto che può persino alimentare le idee di un’altro.
Esprimo tutta me stessa, tu mi guardi e mi vedi semplice, ma tutta la stravaganza è nella mia testa, e non potendola mostrare a tutti, la mostro a chi la vuole vedere attraverso le mie creazioni anche solo di disegni. D’altronde è la parte che preferisco, dove tutto ha inizio.
Hai coronato il tuo sogno con la laurea in Fashion Design. Ora è iniziata forse la parte più importante della tua vita: da grande cosa vorresti diventare o essere? Ti senti già realizzata con quello che fai?
Penso che per ogni obiettivo grande ce ne siano tanti piccoli prima, che ti aiutano ad arrivare dove vuoi, con fatica ma tanta determinazione. Il mio percorso è stato così e continuerà ad essere lo stesso. Il mio obiettivo più grande è diventare una Fashion Designer e avere il mio Brand riconosciuto a livello mondiale come lo sono tanti Brand famosi. Appena dici il loro nome le persone capiscono di chi parli e questa deve essere una soddisfazione personale grandiosa!
Penso che per sentirmi realizzata non basti un obiettivo, ma per sentirmi realizzata mi piacerebbe che le persone apprezzassero veramente i miei lavori, che quando pensano al brand dicano: “Ooh sì quel brand è pazzesco e intramontabile”.
Per questo sto lavorando al mio Brand Admire, lo voglio portare avanti e far crescere. Devo comunicare con il mondo attraverso la mia arte. Dico sempre che: “Quello che creo non è solo Moda, ma è anche arte e va guardata con gli occhi di chi sa sognare”.
L’idea di avere una tua sartoria privata con delle sarte che ti aiutano e ti permettano di brandizzare i tuoi capi ti piacerebbe? Ci stai lavorando per realizzarlo come sogno?
Sì avevo già pensato di cercare un appoggio sartoriale, creare un mio spazio. Questo però al momento mi è difficile, quel passo non è ancora arrivato ma non vedo l’ora di trovare il mio spazio dove lavorare e collaborare con altre persone.
Dopo la collezione che farò uscire nel 2025 penserò a come muovermi anche in quel lato lì. Ovviamente se c’è qualcuno interessato ad entrare in questo mondo, appassionato di modellistica e che ha il mio stesso obiettivo se ne può parlare right away!
Hai detto che ogni tuo capo è unico, ma solo per la difficoltà di trovare materiali o perché non ti piacciono i vestiti venduti in serie che possono avere in tante?
Quando definisco un mio capo unico è perché parte da una mia idea che non è copiata fino ad un’attenta ricerca di tessuti, materiali e accessori basandomi sui negozi che ho vicino a me dato che ancora non ho la possibilità di fornitori. Tutto è realizzato con cura al dettaglio per un risultato perfetto. Per quanto riguarda i capi fatti in serie è un discorso molto ampio, ma puntualizzo due cose in particolare: i capi fatti in serie non possono avere la stessa cura, attenzione e unicità di un capo fatto su misura.
Un’altra cosa che mi piace puntualizzare è che se cerchi un capo di qualità, speciale, con precise caratteristiche e fatto bene non puoi affidarti completamente ai fatti in serie perché sono fatti in taglia standard, quindi potrebbero presentare dei difetti in quanto abbiamo tutti corpi diversi, e difetti nella realizzazione questo perché per realizzarli impiegano meno tempo e guardano la quantità piuttosto che la qualità.
Io con i capi che creo non guardo la quantità ma la qualità di un prodotto e se quel prodotto non soddisfa le mie aspettative non esce; il mio motto è: “I capi Admire sono creati da me per rendere ogni donna felice, fiera di chi è e del suo corpo, il corpo della donna non ha difetti ma piccoli dettagli che la rendono unica.” Questo per dire che mi piace soddisfare le richieste delle persone per rendere i capi più unici, incredibili e impeccabili.
I capi in serie li compro anche io, fanno parte del nostro mondo, ma prima di comprare qualcosa perché è semplicemente “bello” lo guardo attentamente, che non presenti difetti, la qualità del tessuto con cui sono realizzati e da dove arriva.
Se avessi l’opportunità spenderei di più per avere più qualità e attenzione al dettaglio o semplicemente li farei io stessa se avessi la possibilità di trovare ciò che mi serve. Ma al giorno d’oggi è difficile trovare i materiali per noi sarte. L’online ha preso il sopravvento e sta togliendo le piccole mercerie e i piccoli negozi che per noi sono indispensabili e l’online non può sostituire quello che noi dobbiamo toccare con mano per il miglior risultato.
Se dovessi descriverti con 3 aggettivi?
Se dovessi descrivermi in 3 aggettivi sarebbero: determinata, creativa, sognatrice.
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